Smerigliatrice angolare migliore – Guida all’acquisto

Smerigliatrice angolare miglioreGli amanti del fai-da-te devono avere obbligatoriamente, nella loro cassetta degli attrezzi, la smerigliatrice angolare, conosciuta anche con l’appellativo di frullino o flessibile. Quali sono le migliori smerigliatrici angolari in commercio, e quali sono i fattori di cui tenere maggiormente conto in fase di acquisto?

Per orientarsi nella scelta, sarà anche opportuno valutare, con un criterio comparativo, il rapporto qualità-prezzo di tali utensili, in modo da acquistare il prodotto che più si adatta alle proprie esigenze, fermo restando che sia opportuno individuare la smerigliatrice idonea al tipo di attività che si intende eseguire, riguardante lavori occasionali o di fai-da-te, piuttosto che quelli di tipo professionale.

Verranno anche prese in considerazione le recensioni pubblicate da coloro che hanno espresso le loro opinioni circa i migliori modelli, per mettere a disposizione degli utenti informazioni utili per il loro acquisto.

Funzioni principali delle smerigliatrici angolari

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Tra le funzioni principali delle smerigliatrici angolari vanno annoverati il taglio di legno, ferro, marmo e piastrelle. Inoltre, questo utensile viene impiegato per la lucidatura e levigatura delle superfici.

La smerigliatrice angolare si presta a una molteplicità di lavori domestici e professionali, che includono anche la rimozione della ruggine e la livellatura di giunture e stuccature. Per tale motivo, questo utensile è considerato irrinunciabile e particolarmente versatile.

Diverse tipologie:

La principale distinzione tra le tipologie di smerigliatrici angolari va fatta con riferimento al suo utilizzo, se spesso è professionale o per il fai-da-te. Da questo deriva la scelta dell’utensile da acquistare, poiché cambia il diametro del disco della smerigliatrice.

Le opinioni di chi utilizza tale strumento sono unanimi nell’affermare che per un impiego prevalentemente casalingo il diametro della mola, o lama, è compreso tra i 110 e 115 mm. La lama di tali dimensioni è adatta a tagliare soprattutto legno è piastrelle, mentre incontra delle difficoltà con materiali quali marmo e ferro, soprattutto se superano uno spessore di 5/6 cm.

In secondo luogo, esistono in commercio smerigliatrici a batteria o alimentate a corrente elettrica. In genere gli utensili ed elettrodomestici con cavo elettrico hanno una potenza di gran lunga maggiore rispetto a quelli a batteria, e questo vale anche per le smerigliatrici angolari.

Tuttavia, a seconda del suo impiego, sarà opportuno scegliere l’uno o l’altro modello. Ad esempio, per lavori da effettuare nel proprio garage o al chiuso, la smerigliatrice con il cavo elettrico sarà preferibile, poiché in queste situazioni non ci sono problematiche riguardanti l’esistenza o meno di prese elettriche per alimentare lo strumento. Invece, se gli interventi da eseguire sono in luoghi all’aperto, come il giardino, per evitare di impiegare un generatore di corrente la smerigliatrice angolare a batteria è l’ideale.

In questa evenienza, sacrificare un po’ di potenza con la comodità del cordless risulta evidentemente una scelta indovinata. L’autonomia della batteria è comunque limitata, e pertanto occorre calcolare i tempi di lavoro, in modo tale da non dover lasciarlo a metà. Per coloro che non conoscessero l’utensile, va detto anche che quelli a batteria sono in genere più pesanti rispetto a quelli collegati con il cavo, e pertanto meno maneggevoli.

La smerigliatrice alimentata con la corrente elettrica ha il limite di dover essere collegata necessariamente a una presa o a un generatore. Di contro, la sua potenza è nettamente superiore rispetto a quella senza filo, e può quindi essere impiegata in lavori intensivi e che richiedono maggiore potenza, con materiali quali ferro e marmo.

Elementi per scegliere la smerigliatrice angolare migliore:

  • Potenza, velocità e rumore:

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Dopo aver valutato, in via preliminare, l’opportunità di utilizzare una smerigliatrice angolare a batteria oppure con il cavo, bisogna prendere in considerazione la potenza.

Questa è solitamente espressa in watt, e può variare da un minimo di 600 a un massimo di 2500 watt. Come si può subito vedere, la differenza è importante; una potenza vicina al valore minimo è di solito indicata per i lavori fai-da-te, mentre quella prossima al massimo va bene per l’impiego professionale. Ad ogni modo, è consigliabile orientarsi in un range di potenza compreso tra i 700 e i 1000 watt, fermo restando l’utilizzo della smerigliatrice.

Dopo aver esaminato la potenza, passiamo alla velocità a vuoto: questo valore esprime il numero di giri che la lama effettua senza essere a contatto con il materiale, poiché questi cambiano in base alla resistenza del componente che ci si appresta a tagliare.

Il valore può essere espresso anche con la sigla rpm, che significa revolutions per minute. Se si pensa che questo dato sia poco importante, si cade in errore, poiché esso aiuta a capire la velocità di taglio dell’utensile, che non necessariamente va di pari passo con la potenza in watt. Un buon equilibrio tra entrambi i valori sarebbe l’ideale, per acquistare un modello di smerigliatrice angolare con prestazioni buone.

Per avere un termine di confronto, i modelli con una lama di diametro compreso tra i 115 e 125 mm dovrebbero avere almeno 10.000 giri/minuto; tale valore potrebbe essere più basso per una mola di 220/230 mm di diametro, ma comunque non al di sotto dei 6000 giri al minuto, altrimenti l’operazione risulterebbe lenta e difficoltosa.

Qualche parola va spesa anche riguardo al rumore della smerigliatrice angolare: normalmente la qualità di un elettrodomestico è tanto più alta, quanto minore è il valore del rumore emesso, espresso in decibel (dB).

In questo caso, non esiste una smerigliatrice angolare poco rumorosa, tanto che è sempre consigliabile, durante il lavoro con questo utensile, indossare apposite cuffie, che proteggono l’udito dal fastidio, ma soprattutto dalle vibrazioni emesse dalla smerigliatrice.

In linea generale, i valori delle emissioni sonore sono compresi tra i 90 e 115 dB; per quanto possibile, sarebbe opportuno scegliere le smerigliatrici che hanno il numero di dB più basso, considerando, in tutti i casi, che sarà sempre consigliabile utilizzare le cuffie di protezione, per evitare danni permanenti all’udito e alle articolazioni.

Inoltre, l’esposizione prolungata alle vibrazioni, in assenza di adeguate protezioni, può aumentare l’insorgere del tunnel carpale, che consiste nell’ingrossarsi dei tendini e la compressione del nervo all’interno del passaggio, piuttosto stretto, dei legamenti posizionati alla base della mano.

Questo criterio vale soprattutto per coloro che utilizzano la smerigliatrice angolare per motivi professionali, che sono sottoposti a vibrazioni e rumore prolungato e intensivo.

  • La sicurezza:

Poiché la smerigliatrice aziona un disco rotante in grado di tagliare con facilità materiali anche molto duri, è fondamentale che questo utensile sia strutturato in modo tale da garantire la massima sicurezza. Innanzitutto, deve essere obbligatoriamente presente un carter che protegge la lama.

Questo deve essere fissato in modo corretto prima dell’accensione della smerigliatrice; nei migliori modelli il carter è regolabile rispetto all’asse dello strumento, per preservare la mano che si trova in prossimità del disco rotante.

I migliori modelli di smerigliatrici angolari deve sempre disporre di una leva di blocco, la quale blocca il carter nella sua posizione, evitando che si sposti con le oscillazioni del dispositivo quando è acceso.

Il blocco dell’albero motore è un elemento indispensabile, ed ha la funzione di fermare l’albero nelle fasi in cui occorre rimuovere la lama per cambiarla.

Anche la protezione nei casi in cui si riavviasse accidentalmente la smerigliatrice è un componente che si dovrebbe sempre ricercare in questo utensile. Si pensi ai casi in cui la corrente venisse a mancare, oppure per un gesto involontario da parte dell’operatore: il meccanismo di protezione farà in modo che il motore della smerigliatrice si spenga completamente, ed evitare così incidenti.

La seconda impugnatura è importantissima, e le migliori smerigliatrici angolari sono dotate di questo meccanismo. Si tratta di una presa aggiuntiva a quella principale, che consente di impugnare l’utensile in modo più fermo e di limitare le oscillazioni che il disco rotante provoca.

Anche la seconda impugnatura, come la prima, dovrebbe essere antiscivolo. Nei modelli in cui è prevista la possibilità di montaggio in diverse posizioni essa può essere orientata in base alla direzione della mola. Alcune tipologie di smerigliatrici hanno due punti di attacco, mentre quelli più evoluti prevedono un terzo attacco, al di sopra della testa del motore, rendendo più agevoli le operazioni di taglio.

  • Peso e lunghezza del cavo:

Normalmente il peso di una smerigliatrice angolare varia dai 2 ai 5 chilogrammi. Tale valore cambia in base all’alimentazione dell’utensile: i modelli a batteria pesano in media 4/5 chilogrammi, mentre quelli alimentati a corrente 2/3 chilogrammi. In generale, più leggera è la smerigliatrice meglio è, poiché è più maneggevole e pratica.

I modelli di smerigliatrici angolari alimentati a corrente elettrica hanno un cavo con una lunghezza che varia dai 2 ai 5 metri; per i lavori effettuati in ambienti chiusi e non molto ampi, è consigliabile optare per un cavo non troppo lungo, per evitare di inciamparvi inavvertitamente o tranciarlo per sbaglio. Al contrario, per gli spazi aperti sarà preferibile un filo il più lungo possibile, qualora ovviamente vi sia la presenza di una presa di corrente.

  • Prezzo delle smerigliatrici angolari:

Il prezzo delle smerigliatrici angolari cambia da modello a modello, ma è giusto risparmiare troppo? No, bisogna differenziare i modelli professionali dai modelli hobbistici ma di qualità e di una buona marca, solo così si avrà a che fare con un modello solido e duraturo.

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